Dolore – A volte capitano anche le giornate sì…

… ma possono rivelarsi più insidiose di quelle no!


Nel vivere quotidiano, costantemente nel dolore, capitano anche delle giornate in cui ti svegli, e ti domandi se tutto quel dolore patito, sia stato solo un incubo: ti muovi appena nel letto e non senti nulla, muovi una gamba in attesa della solita fitta del risveglio ed invece nulla. Sorridi tra te, e te stesso, dicendoti che seppure ti sia chiaro che sia solo una giornata sì, è comunque la benvenuta!

Guardo l’orologio: sono sette e cinque minuti: miracolo! Sono riuscito a dormire sino ad un orario, che di solito è impossibile raggiungere: di norma se non mi sveglio per le sei, alle sei e qualche minuto, il dolore morde le gambe risvegliandomi e ricordandomi che devo assumere i miei farmaci mattutini, altrimenti nell’arco di un’ora saranno guai!

Sette e sei minuti: muovo lentamente le varie parti delle gambe, quelle che di solito mi danno il buon giorno con le varie fitte, innescate dal solo cercare una posizione sufficientemente comoda, per scender dal letto. Mentre mi godo l’assenza di dolore mi domando, anche, se durerà tutta la giornata, oppure se sia un bonus, solo di qualche minuto, che presto svanirà.

Sette ed otto minuti: ormai sono in piedi e nessun dolore ancora si è manifestato! «È fatta» mi dico, soddisfatto. Resto lì, in piedi quasi imbambolato, per un po’ indeciso se ributtarmi a letto, e dormire senza limiti godendomi un sonno senza dolore, o se approfittare della situazione, e godermi la giornata libero dalla costante presenza, che normalmente a quell’ora si è già fatta viva abitualmente.

Ecco: questo è il risveglio di una persona affetta da dolore cronico, quando capitano quelle rare giornate, in cui il dolore non si fa sentire appena svegli, per non parlare di quando è il dolore stesse quello che ti sveglia. Questa situazione, che noi arriviamo a definire benedetta, è rara, non pensiate che siano giornate che si presentino con una cadenza frequente o fissa: tutt’altro direi. Ed il fatto che siano così rare, innescano dei pericoli, che si devono tenere bene a mente!


Pensare di poter tornare a fare, quello che non si fa da molto tempo!

Questo è il più comune degli errori: io, per esempio inizialmente, credevo che in queste giornate potessi tornare a fare ciò che facevo un tempo, e che mi manca molto; cose come:

  1. farmi una camminata in montagna;

  2. farmi una camminata, in trekking mode, con il cane;

  3. allenarmi un po’, in una delle arti marziali che praticavo, ed insegnavo;

  4. organizzare un’uscita, per fare delle foto con la mia cara reflex;

  5. e tante altre cose, che mi manca fare, da un sacco di tempo.

Ecco: tutte queste attività mi mancano non so’ quanto, ed in queste rare giornate, in cui al risveglio non sento alcun dolore, vorrei farle tutte; ma una giornata è fatta di sole ventiquattro ore, per cui devo decidere quale, delle cose elencate, fare.

ALT… Un momento: ma davvero posso fare, anche una sola di queste cose, senza poi pagare alcuno scotto?

All’inizio credevo di si, ed invece, come temevo, alla fine della giornata ho scoperto che, ahimè, queste brevi pause, dal dolore, hanno un loro costo. Quando capitano queste giornate, che iniziano con un’apparente assenza di dolore, il tempo mi ha insegnato che ho due possibilità:

  1. ignorare che è una situazione temporanea e cercare di goderne al massimo facendo una, o più, delle attività sopra descritte;

  2. tenere a mente che, la situazione di assenza del dolore, è solo temporanea, ed in più considerare che più attività farò, fuori dal normale vissuto quotidiano, e maggiore sarà il prezzo che dovrò pagare, a fine giornata o nelle giornate successive.

Alla fin fine, queste giornate di assenza di dolore, sono quasi una presa in giro: hai chiara la percezione che il dolore sia assente, ma hai anche l’ansia di cercare d’immaginare quanto ti costerà, a fine giornata, o nei giorni successivi. Questo perché, almeno per la mia esperienza, e quella di altre persone che conosco nelle mie condizioni, abbiamo capito che l’assenza —apparente— di dolore, è proprio questo: un’apparenza.

Tutto quello che faremo in queste giornate, è come se venisse trascritto in un piccolo elenco, che poi la nostra compagna di vita —il dolore appunto— ci farà scontare, presto o tardi.

Per cui, devo ricordare bene questa cosa, o rischio di vivere una giornata da leone e poi pagare lo scotto con cento giornate da sofferente in eccesso, rispetto alla dose media giornaliera di dolore nei giorni a venire.

Quindi il danno oltre la beffa! La beffa di avere l’apparente libertà, per un giorno, di poter fare qualcosa che ci manca fortemente, che facevamo un tempo, senza limitazioni di alcun genere; il danno perché se solo mi azzardo a tentare di fare qualcosa fuori dall’abituale, so che ne pagherò lo scotto, con una dose aggiuntiva di dolore, presumibilmente dalla sera in poi, durante la notte, oppure nei giorni a venire.

Quello che mi/ci fa più arrabbiare, è che le prime volte che succedeva di non avere dolori al risveglio, facevo una delle mie attività preferite, e poi lo scotto, magari, si presentava a distanza di giorni, con momenti di dolore così intenso, che nemmeno i farmaci da prendere alla necessità, riuscivano ad arginare questi picchi di dolore aggiuntivo.


Come comportarsi, allora, quando ci si sveglia senza alcun dolore?

Il consiglio che mi sento di dare, è quello di comportarsi come in una giornata di ordinario dolore. Perché comunque, alla fine, qualunque sia l’attività fatta, fuori dal nostro abituale giornaliero, genererà un conto che dovremo pagare, prima o poi: volenti o nolenti!

Personalmente una volta ero la classica persona del tipo meglio un giorno da leoni che cento da pecore, ma ho capito, alla fine, che questo detto, almeno nella mia situazione, non è applicabile: il dolore di ritorno, per una giornata apparentemente da persona normale, può raggiungere picchi, che davvero possono spingere a gesti inconsulti, per avere un attimo di pace!

Allora vale la pena per, un giorno da leoni? A mio avviso no: l’assunzione dei medicali al bisogno, in dosi massicce, alla fine ti lasciano in uno stato catatonico per uno, o più, giorni. E questo stato, posso garantirvi, che non è affatto uno stato da vivere: parlo di situazioni in cui, a momenti ovunque tu sia, non hai nemmeno la forza per tenere gli occhi aperti, figuriamoci la forza per fare qualsiasi cosa, anche solo scrivere due righe!

Quando penso a quelle giornate, di risveglio senza dolore, mi viene, subito in mente, una bilancia di quelle vecchio stile a due bracci contrapposti: su un piatto ci vedo le cose che potrei fare in quella giornata, senza dolore; nell’altro piatto vedo la somma delle dosi massicce di medicinali da prendere al bisogno, più il loro effetto da zombie per una, o più, giornate consecutive. Ecco: vedendola così, secondo me non vale la pena.

Quando ti svegli in una di quelle giornate sì, devi avere la forza di non farti prendere la mano: rammentarti, di frequente, a quale costo vai incontro, se tenti di giocare la fortuna, con una qualsiasi delle attività che ti mancano; l’unica cosa che puoi fare è goderti la giornata senza dolori, facendo la vita di tutti i giorni, come se non fosse una giornata diversa dalle altre: solo così i giorni successivi non saranno una multa da pagare, per non aver ragionato a lungo termine, ma di esserti fatto prendere la mano lanciandoti in attività che comunque sai potresti rifare solo per quella giornata e non in maniera continuativa!

«Tanto vale non averle quelle giornate!» Penserete voi; nulla di più errato: prima di tutto, comunque una giornata senza dolori, è una benedizione per il nostro cervello, che così può ricordare cosa sia la vita in condizioni normali. Altro vantaggio starà nel fatto che, almeno per un giorno, saremo sicuri che non serviranno dosi aggiuntive di farmaci da assumere al bisogno, e fidatevi, è già una gran bella cosa! Inoltre potremo approfittare della giornata per goderci l’assenza, della assidua presenza del dolore che ci tormenta, ed anche questa è una gran bella cosa fidatevi.


Concludendo…

  • Godiamoci queste rare giornate di libertà, dal dolore cronico, che ci affligge;

  • non facciamoci prendere la mano dalla voglia di fare cose, che non facciamo da tempo;

  • ricordiamoci sempre che qualunque cosa faremo, fuori dall’ordinaria amministrazione, la pagheremo a fine giornata, o nelle giornate successive.

Quindi: va bene goderci la sensazione di libertà, ma assolutamente evitare di fare cose di cui poi, l’eccesso di dolore che ne avremo come risultato, ci ricorderà che era meglio non fare!

JC


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