06 – Liti (gare)


Meditiamo sulle parole:

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Liti (gare)


Litigare, che brutta faccenda, ma quante volte ci siamo trovati in questa situazione con il nostro partner, con un familiare, con un parente o con uno sconosciuto? Immagino che, come me, nemmeno vi ricorderete quante volte vi sia successo; ma alla fine litigare cos’è? A cosa serve? A che risultati ci porta?

Una volta finito questo post, forse vi darete degli stolti, ad aver litigato così tanto, perché vi accorgerete che, nella maggior parte dei casi, la lite era evitabile, non vi ha portato a nessuna conclusione positiva, ed avete probabilmente perso anche qualcuno, a cui volevate bene.

Partiamo dall’inizio: come si arriva alla lite? Di solito per una contrapposizione di punti di vista; può essere per lavoro, per la disposizione dei mobili in casa, per chi deve lavare i piatti—si, esistono ancora persone che li lavano— per il turno delle pulizie e via: avanti così. Insomma, come avrete capito i motivi, per una lite, possono essere dai più insulsi, ai più seri. Possibile che l’essere umano, con tutta la sua evoluzione alle spalle, si debba comportare peggio di una bestia selvatica? Quante volte avete visto, in natura due animali della stessa specie litigare, se escludiamo le scimmie che con noi condividono il 99, non ricordo i decimali, percento del DNA, io sinceramente mai. Ho visto cani attaccarsi per questioni di territorio, gatti affrontarsi per la dominanza su un branco, ma sono sempre cose che partono da ancestrali istinti di dominio. Sarà così anche per noi umani? Davvero, come le bestie, tutto il nostro discutere ha origine dall’istinto primordiale di prevalere— per sopravvivere—? Non voglio affrontare la parte psicologica delle litigate: quello lo lascio fare ai medici specializzati.

Insomma una lite, quasi sempre, ha origine da una nostra incapacità di venirci incontro, quando si hanno punti di vista divergenti con la nostra controparte; e ribadisco l’ambiente in cui si sviluppa la lite non ha, poi, questa grande importanza: che sia a casa o al lavoro, le motivazioni, alla fin fine, sono sempre le stesse: avere il predominio, se non altro mentale, sul nostro avversario.

Ma cosa comporta il litigare? Sicuramente un grande consumo di energie, che potremmo impiegare in cose molto più positive. Voi direte a questo punto: «Vabbè, allora la dobbiamo sempre dare vinta all’altro?» Certo che no, ma confrontarsi civilmente è un modo diverso, di raggiungere lo stesso risultato che si cerca con la lite. Con la differenza che con la lite, raramente avremo ragione, per questioni di comprensione della differenza di vedute sulla vita. Avremo la vittoria, quasi sempre, solo perché l’altro si è stufato di litigare, ma questo non comporta assolutamente che l’altro abbia cambiato opinione accettando che il nostro, punto di vista, sia quello più corretto.

Già dai tempi antichi, filosofi e pensatori, hanno cercato altre vie per confrontarsi, evitando la lite. Questo perché allora, anche se in tempi remoti, avevano capito l’inutilità del litigare; è dalla mancanza di comprensione, dell’altrui punto di vista, che nasceva il litigio. Alla fine di un litigio, di norma, si resta entrambi convinti delle proprie idee, ma ereditiamo, dalla lite, diverse cosette. Quali? Il rancore per dirne una, ma anche l’odio per esserne usciti sconfitti, se è questo il vostro caso. O la falsa illusione di essere nel giusto, avendolo dimostrato, pia illusione la nostra, visto che l’altro cede pur di smettere il litigio. Quando la controparte molla la lite, non vuol dire che avevate ragione voi: è più probabile che sia vero che l’altro abbia capito l’inutilità della lite di per sé stessa, ritenendovi incapaci di affrontare la realtà che l’altro, magari a ragione, cercava di farvi capire.

Quello che è grave è che una litigata può portarvi ad avere rancore per molto, molto tempo, nei confronti del vostro oppositore. Guardare, nel caso più classico, le situazioni tra fratelli o figli o genitori. Quante volte si allontanano, gli uni dagli altri, solo perché hanno litigato? Vi pare possibile che la mancanza di un confronto, sereno, possa portare a interrompere i contatti con persone che vi sono state a fianco, sin dalla vostra nascita? Eppure succede anche troppo di frequente, che familiari non si rivolgano più la parola per un litigio.

C’è anche da dire che, spesso, il litigio è solo una goccia che fa traboccare il vaso: fa da innesco ad una situazione, già degenerata di suo, da molto tempo, che non aspettava altro che una buona scusa per esplodere. E noi umani, evoluti e colti, siamo così meschini da essere capaci di avviare una lite, solo per dare un motivo, ad un allontanamento che già avevate in mente da un bel pezzo. Questa è una situazione classica di coppie che esplodono, apparentemente, all’improvviso. Se uno dei due vi spiegasse con sincerità cosa realmente sia successo, vi confesserebbe che ha volutamente innescato la lite, solo per avere una scusa per abbandonare il campo. Vi sembra maturo come comportamento? Eppure succede moltissime volte nelle coppie, ormai in tensione da troppo tempo, perché non si confrontano con calma sui problemi che li coinvolgono.

Allora come evitare le liti? Le liti, in quanto tali, non dovrebbero proprio esistere, a mio parere: basterebbe rendersi conto che ognuno di noi può avere punti di vista diversi rispetto ad altri, e non sta scritto da nessuna parte che, sempre, la ragione dell’uno, sia il torto dell’altro. Certi saggi, che lo erano ben per qualcosa, definiti tali, solevano dire: «In medio stat virtus.» Ossia la virtù sta nel mezzo. Una affermazione, quella dei saggi, che invita a ricercare l’equilibrio, che si pone sempre tra due estremi, pertanto al di fuori di ogni esagerazione, e per esagerazione intendevano anche i casi in cui si litiga. Quindi il cercare un punto di incontro, di per se, è un modo per evitare la lite, perché ci si confronta, cercando, appunto, un punto di incontro.

L’esagramma numero 6, la Lite per l’appunto, è un continuo riferimento a questa cosa del venirsi incontro, una per tutte per esempio: «L’Acqua va verso il basso, Cielo va verso l’alto: questa è l’dea della divergenza. Accorto fermarsi a metà strada reca salute. Condurre a termine reca sciagura.» Come dicevo prima l’I Ching stesso dice «Accorto fermarsi a metà strada reca salute. Condurre a termine reca sciagura.» E qui fermarsi a metà viene inteso come cercare un punto di accordo tra le due visioni e non o un estremo oppure l’altro: perché se si arriva ad uno dei due estremi l’I Ching ci rammenta: «Condurre a termine reca sciagura.» Chiaramente gli I Ching sono testi vecchi di millenni, ma la loro saggezza è universalmente riconosciuta. Sta a noi capire che una lite non è mai il mezzo per arrivare ad un accordo tra due diverse visioni. Tanto che lo stesso Libro dei Mutamenti insiste con: «Meglio allora cercare il compromesso senza radicalizzare la propria posizione, cercando di mediare le divergenze a metà strada; conciliando il nostro punto di vista con quello degli altri coinvolti nell’impresa.» Si torna alle parole del saggio di prima, questo più vicino a noi come mentalità, ma il concetto resta sempre quello: «In medio stat virtus.»

Può dircelo il l’I Ching, oppure il Libro dei Mutamenti come preferite, oppure un antico filosofo greco o latino, ma il concetto resta sempre quello: nella vita, per quasi tutto, la soluzione sta sempre nel non cercare di prevaricare l’altro, non costringerlo ad accettare, per partito preso, la nostra idea, la nostra convinzione. Si deve imparare, che pur avendo ragione, o quanto meno avendone la condizione, spesso l’unico modo per appianare le cose è venirsi incontro, a metà strada, a due terzi o a un terzo, poco importa: solo fate capire al vostro interlocutore, che non cercate di averla vinta solo per il gusto di avere ragione, e se lui sembra non capire allora lasciate perdere: nemmeno venendogli incontro otterreste qualcosa di buono: in una situazione di questo genere, meglio attendere e provare a vedere, in un futuro più o meno prossimo, se varrà la pena affrontare  nuovamente il discorso, ma sempre senza voler prevaricare. Lo so ai tempi nostri, più che mai, in cui la velocità e tutto, ci può sembrare uno spreco di tempo, muoversi avanti ed indietro per cercare un punto di incontro, ma vedrete che alla fine, ne sarà valsa la pena.

Voi che esperienze avete in merito ?


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